Tecnologia

Tecnico elettronico cosa fa e perché spesso usa un oscilloscopio

Spesso si tende a confondere il tecnico elettronico con l’elettricista. In realtà queste due figure che comunque hanno sempre relazioni con cavi, tensione e segnale svolgono due mansioni molto differenti. In particolare il primo collabora insieme agli ingegneri e al team sviluppo per installare e calibrare attrezzature elettroniche. Il secondo, più comunemente, si occupa di installazioni di impianti elettrici o di riparazione degli stessi, che fanno riferimento a schemi ben precisi.

L’oscilloscopio: strumento cardine per un tecnico elettronico

Fra gli strumenti basilari del tecnico elettronico c’è l’oscilloscopio che serve a visualizzare corrente, tensione, frequenza e avanzamento di fase di un circuito. Oltrepassando il suo funzionamento che è alquanto complesso, questo strumento è utile per captare l’ampiezza del segnale elettrico, fare un’analisi dello spostamento di fase, osservare la distorsione di un segnale e calcolare la frequenza della corrente. Come è illustrato sul sito https://www.shoprs.it/ è possibile sia averlo nel formato grande sia in quello portatile. In questo caso si rivela utile proprio per i professionisti del settore poter identificare i processi presenti nel circuito elettrico.

Tecnico elettronico: mansioni specifiche

Oltre a un’ampia conoscenza di strumenti come l’oscilloscopio il tecnico elettronico si occupa di tarare, equilibrare e collaudare attrezzature e software. Per esempio la sua figura è fondamentale per fare dei test sulle prestazioni dei componenti, per il supporto tecnico, per l’adeguata assistenza sulle schede elettriche, per le simulazioni con programmi computerizzati e per la stesura dei documenti tecnici.

Inoltre è molto richiesta per fasi di studi di progettazione, per preventivi e per l’organizzazione della manutenzione degli apparecchi installati.

Oltre all’oscilloscopio è anche in grado di maneggiare altri strumenti quali gli analizzatori di spettro e il generatore di funzioni vettoriali che servono, in modo differente, al controllo qualità e al collaudo dei segnali analogici e digitali.

In particolare fra le sue abilità si distinguono quelle di assemblare circuiti stampati e componenti varie, collaudare i sistemi ed effettuare test su prototipi elettronici.

Dove lavora un perito elettronico

Il perito elettronico molto spesso lavora a stretto contatto con ingegneri e altri tecnici nei laboratori di ricerca e sviluppo, nei reparti aziendali riguardanti la produzione e il controllo qualità e in quei luoghi dove si concentrano le attività di installazione, manutenzione e assistenza. Di che tipo di aziende parliamo?

La scelta del campionario è molto vasta, ma potremmo indicare quello automobilistico, meccanico, dell’informatica, dell’aeronautica. Le sue conoscenze possono essere utili anche nel settore medico-sanitario, in quello petrolchimico e in quello energetico.

Quali abilità personali ha un tecnico elettronico

Oltre a quelle che derivano dalla formazione, un perito elettronico deve avere ottima predisposizione per disegnare circuiti elettrici o conoscere i software che lo fanno, abilità pratiche in saldatura e cablaggio, alta capacità di problem solving, flessibilità con i propri impegni extra lavorativi e capacità organizzative ad ampio raggio. Infine negli ultimi anni una delle skills principali che deve possedere una figura di questo tipo è la conoscenza di livello ottimo della lingua inglese, poiché spesso molti programmi o strumenti di analisi sono basati su questo idioma internazionale.